Andamento e previsioni dell’industria italiana della moda – 2025

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L’analisi della Camera Nazionale della Moda Italiana punta il dito contro l’incertezza dei dazi USA e prevede una ripresa solo parziale


In occasione della conferenza stampa odierna, la Camera Nazionale della Moda ha presentato un report sull’andamento e previsioni dell’industria della moda per il 2025.

Nel primo semestre del 2025, l’industria italiana della moda ha registrato una performance economica negativa. Si registra un calo generalizzato del fatturato, delle esportazioni e della fiducia dei consumatori. La principale causa di questa contrazione è identificata nell’incertezza generata dall’annuncio di nuovi dazi commerciali da parte degli Stati Uniti. L’ effetto è stato immediato, ancor prima della loro effettiva applicazione.

Performance negativa e fattori scatenanti


Il fatturato complessivo del settore ha subito un calo del -4,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il peggioramento ha interessato sia i comparti principali (tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature: -4,5%) che quelli “collegati” (gioielleria, occhialeria, cosmesi: -3,5%). Questi ultimi nell’anno precedente avevano parzialmente compensato le perdite. Parallelamente, le esportazioni sono diminuite del -5,5% nei primi cinque mesi dell’anno. Particolarmente colpita la gioielleria sia verso gli USA che i mercati intermedi (es. Turchia). Questo clima di incertezza ha anche deteriorato la fiducia delle famiglie italiane, riflettendosi in vendite al dettaglio ancora negative per abbigliamento e calzature.

Andamento dei prezzi e dinamiche commerciali


I prezzi all’ingrosso si sono stabilizzati nei settori core dopo i cali del 2024. Invece, sono cresciuti in cosmesi (+3,2%) e gioielleria (+9,1%). Al consumo, l’inflazione per abbigliamento e calzature (+0,8%) è rimasta contenuta e inferiore alla media nazionale. A fronte del calo delle esportazioni, le importazioni sono invece aumentate (+5,2% nei core, +2,6% nei collegati). Forte ripresa dei flussi dalla Cina (+19,3%). Il saldo commerciale, seppure positivo per 12 miliardi di euro, si è ridotto di 3,1 miliardi rispetto al 2024.

Andamento e previsioni per il 2025


Le previsioni per il resto dell’anno presuppongono un parziale adattamento delle imprese e un consolidamento dello scenario macroeconomico. Il Fondo Monetario Internazionale ha leggermente rivisto al rialzo le stime di crescita globale, mentre l’impatto dei dazi USA si è rivelato inferiore alle attese iniziali. Tuttavia, permangono incertezze sui consumi in Cina e nell’area Euro.
La previsione centrale per il fatturato 2025 dell’industria della moda italiana è una contrazione del -3,6%. Questo scenario potrebbe variare tra un -4% in caso di peggioramento delle tensioni commerciali e nessuna ripresa cinese, oppure un -3% se si verificassero una ripresa in Cina e condizioni monetarie più favorevoli.

Considerazioni finali


In conclusione, i dati della Camera Nazionale della Moda sull’andamento e le previsioni dell’industria per il 2025 dipingono il ritratto di un settore in affanno. La dipendenza eccessiva da dinamiche geopolitiche estere, come la politica dei dazi americani, rivela una vulnerabilità strategica profonda. L’industria si trova a dover navigare non solo un’economia incerta, ma anche un pericoloso divario tra la sua immagine di settore impeccabile e la cruda realtà dei numeri. La ripresa, sebbene prevista, non sarà automatica: richiederà più che adattamento; sarà necessaria una riprogettazione delle catene del valore e delle narrative di brand per un’era di nuovi protezionismi e instabilità.

I dati non sono solo numeri, sono un invito a un esame di coscienza collettivo.

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