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suite123 diventa bilingue: una conversazione globale #ForModernHumans

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Collegare culture, unire voci


Diamo il via ad una conversazione globale #ForModernHumans: suite123 diventa bilingue!

Abbiamo lanciato il blog di suite123 nel 2021, in un momento difficile in cui stavamo reinventando la nostra attività per il mondo online. Tuttavia, ci siamo presto resi conto che pubblicare solo in inglese non era inclusivo per molti italiani. Così, per onorare lo spirito della cultura italiana e connetterci meglio con chi ci segue, siamo entusiasti di annunciare un nuovo inizio. Diamo il via ad un percorso bilingue che riflette chi siamo e chi serviamo.

Una breve storia


Dal 2006, nell’area di Porta Romana a Milano, curiamo una selezione unica di pezzi di designer internazionali e brand indipendenti, offrendo la nostra prospettiva personale sulla moda. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di aiutarvi a creare uno stile distintivo e individuale. Uno stile che rifletta chi siete.

Dopo 15 anni nel nostro negozio fisico, la pandemia ci ha spinto a riflettere sui cambiamenti nel nostro stile di vita. Questo imprevisto ci ha ispirato ad abbracciare un approccio più sostenibile alla moda. Senza compromettere il design e la qualità. Questo ci ha portato a passare al mondo online, dove abbiamo trovato nuovi modi per connetterci con la nostra comunità.

Di conseguenza, il 18 maggio 2021, abbiamo lanciato il nostro blog. Una piattaforma tramite la quale mettere in discussione l’industria della moda ed esplorare la cultura contemporanea nel contesto del cambiamento climatico. All’epoca, abbiamo scelto di scrivere in inglese per garantire che i nostri contenuti fossero accessibili a un pubblico internazionale. In quanto piccola impresa, concentrarci su una sola lingua ci ha anche aiutato a gestire il lavoro in modo più semplice.

Il nostro punto di svolta: ascoltare la comunità


Tuttavia, ogni scelta ha i suoi svantaggi. Ci siamo rese conto che la nostra decisione escludeva una parte significativa della nostra comunità, poiché non tutti potevano accedere ai contenuti in inglese. I feedback dei nostri lettori italiani hanno sottolineato l’importanza di comunicare nella nostra lingua madre, perché ogni voce conta.

Perciò, abbiamo deciso di riadattare il nostro approccio. Oggi, siamo felici di annunciare che ogni articolo sarà pubblicato sia in italiano che in inglese. Assicurandoci che tutti si sentano parte della nostra comunità. Basta cliccare sulla bandiera in alto a destra nella home page e scegliere la lingua preferita.

suite123 bilingue: cosa aspettarsi


• Qualità e inclusività: il nostro focus editoriale – mettere in discussione l’industria della moda, esplorare la cultura contemporanea nel contesto del cambiamento climatico e valorizzare la moda di nicchia e i capi significativi – rimane invariato, ma con una maggiore attenzione all’inclusività linguistica.

• Collegare culture: questa scelta non solo rende il blog accessibile a un pubblico più ampio, ma crea anche un ponte tra culture diverse.

In sintesi, questa trasformazione è un passo verso un dialogo più diretto e interattivo. Un dialogo che valorizza la diversità e incoraggia la partecipazione attiva. Ed un modo di liberarsi dalla dittatura dei social media, dove gli algoritmi impongono conformità e reprimono il dissenso.

suite123 diventa bilingue: unisciti alla conversazione


Vi invitiamo, cari lettori, a condividere i vostri commenti e suggerimenti qui sotto o sui social media usando #ForModernHumans. Ogni contributo aiuta a plasmare il nostro futuro. Ongi contributo garantisce che suite123 rimanga uno spazio per conversazioni significative, inclusive e stimolanti.

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De Sarno lascia Gucci: una prospettiva diversa

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Il mandato precedente è valso la pena? E quale gioco stanno davvero facendo le corporation con la moda?


Mentre Sabato De Sarno lascia improvvisamente Gucci, il mondo della moda è in fermento con speculazioni sul futuro del brand. Ma oltre ai titoli dei giornali, il suo addio solleva domande più profonde sullo stato dell’industria del lusso e sul ruolo dei direttori creativi nel plasmare brand iconici. Mentre la maggior parte si concentra su chi prenderà le redini, noi ci poniamo una domanda diversa: qual è il vero scopo di questo gioco?

Mentre l’industria della moda rimane immersa in un gioco infinito delle sedie, che coinvolge attualmente altre maison come Dior e Fendi, non possiamo fare a meno di mettere in discussione le sue stesse fondamenta.

Nel caso di Gucci, ci chiediamo: il mandato precedente – l’era di Alessandro Michele – è valso la pena?

Ripercorrendo il percorso di Gucci prima di De Sarno


Alessandro Michele ha trasformato l’immagine di Gucci, imponendo la sua estetica — una visione caotica, ispirata ai mercatini delle pulci, dove tutto era possibile ma che aveva poco a che fare con l’eredità del brand. Peggio ancora, ha inondato il mercato con prodotti diventati ripetitivi, sovraesposti e alla fine invendibili, anche a prezzi scontati.

Quando il gioco è finito, Michele è stato licenziato. È stata una questione di ego piuttosto che di gestione ponderata, un fallimento nel rispettare la storia e i valori di Gucci.

Alla fine se n’è andato, ma il danno ormai era fatto. Infatti, l’eredità di Gucci si è persa, il suo mercato saturato da articoli come pantofole di pelo che nessuno voleva più.

L’arrivo di Sabato De Sarno


A De Sarno è stato affidato il compito di compiere un miracolo: ripulire il disastro in meno di due stagioni. Sfortunatamente, questo non è successo, e non per colpa sua. Ricostruire l’identità e il valore di un brand richiede tempo.

Ma per le corporation, il tempo è un lusso che non possono permettersi. Sono persino ignoranti riguardo alla moda; il denaro è il loro unico obiettivo. Pretendono risultati immediati, profitti immediati. E di fronte a un rallentamento del mercato del lusso, quei profitti non si sono materializzati.

A tal proposito, apprezziamo particolarmente la satira di Fecondazione Prada su Instagram:

“Grande azienda di lusso cerca nuovo capro espiatorio.
ehm… direttore creativo.”

Questo commento pungente coglie perfettamente la realtà di come i brand di lusso trattino spesso i direttori creativi come usa e getta, spostando la colpa quando le strategie falliscono.

Sull’addio di De Sarno a Gucci


Distruggere l’eredità di una casa di moda potrebbe essere sembrato un gesto audace, persino un gioco divertente. In realtà, è una scommessa pericolosa, che lascia cicatrici durature.

Mentre Sabato De Sarno lascia Gucci, non ci chiediamo chi lo sostituirà. Invece, rimaniamo a riflettere: qual era lo scopo del gioco di Michele? È valso la pena replicarlo a Valentino? E, in definitiva, quale gioco stanno davvero facendo le corporation con la moda?



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Apriamo il dialogo #formodernhumans

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